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venerdì 8 gennaio 2010

TRAFFICO MERCI FS: CALIGARIS (SDR), BLOCCO ATTO ILLEGALE TRENITALIA

TRAFFICO MERCI FS: CALIGARIS (SDR), BLOCCO ATTO ILLEGALE TRENITALIA

“Nessuno degli impegni assunti con la Regione Sardegna è stato rispettato da Trenitalia, società del gruppo Ferrovie dello Stato, per garantire il traffico merci tra la Sardegna e la penisola. Siamo di fronte ad una palese illegalità che sta provocando danni enormi all’economia e all’ambiente. La Regione non può far finta di nulla mentre la Keller è a rischio di chiusura con il conseguente licenziamento dei lavoratori”. Lo afferma la presidente dell’associazione Socialismo Diritti Riforme che si oppone alla richiesta di archiviazione della sua denuncia per “interruzione di pubblico servizio” avanzata dai sostituti procuratori Marco Cocco e Mario Marchetti. In tal senso ha dato mandato allo studio del prof. Benedetto Ballero.

“Ritengo – sottolinea l’ex consigliera regionale socialista – che sia necessario un supplemento di indagini. Lo impone la realtà dei fatti: la linea Civitavecchia-Golfo Aranci è stata cancellata; i dipendenti delle Ferrovie dello Stato sono stati in parte trasferiti nella penisola ed altri sono ancora in servizio in Sardegna senza operare; la motonave Garibaldi è in disarmo e sarà demolita; l’assetto provvisorio sbandierato da Trenitalia con la soluzione intermodale ferro-nave-gomma, sulla tratta Livorno-Olbia, si è rivelata una ‘bufala’; gli operai della Keller andranno in cassa integrazione da lunedì prossimo mentre le carrozze destinate alla società di Villacidro sono ferme a Civitavecchia. Per questo i dirigenti di Trenitalia e di Ferrovie dello Stato non possono uscire indenni da scelte disastrose, anche se assunte – come ha chiarito al magistrato l’ex assessore regionale dei Trasporti Sandro Broccia – dopo che “i rappresentanti delle associazioni industriali sarde avevano dichiarato che l’originaria modalità del trasporto merci tra l’isola e il continente non corrispondeva (ormai) agli interessi degli operatori locali”. Anche la prospettiva di integrare con fondi regionali i contributi statali in favore di Trenitalia “perse di attualità – si precisa nella richiesta di archiviazione riportando le dichiarazione dell’assessore Broccia – allorché i rappresentanti delle associazioni industriali in Sardegna (Confindustria e Api Sarda) rappresentarono al sottoscritto e allo stesso Presidente Soru che quel servizio non corrispondeva ai loro interessi e che l’interruzione del medesimo non avrebbe comportato particolari sacrifici. A quel punto ritenemmo fosse improprio – afferma ancora l’ex assessore Broccia riferendosi alla decisione assunta con l’ex Presidente della Regione – il programmato investimento di risorse regionali per garantire un servizio che non corrispondeva agli interessi degli operatori sardi”.

“Oltre al danno – sottolinea Caligaris – anche la beffa. Trenitalia e Ferrovie dello Stato, dopo aver ottenuto ingenti fondi dallo Stato e dalla Regione per allestire l’invaso di Golfo Aranci, per costruire le navi traghetto e per attrezzare gli scali isolani e dopo aver venduto, lucrando, gli edifici realizzati, abbandonano il traffico merci isolando ancor più la Sardegna dalla penisola e dall’Europa. E’ quindi indispensabile – conclude Caligaris – una ferma presa posizione del Consiglio, della Giunta e dei Parlamentari eletti nell’isola nei confronti del Governo perché Ferrovie dello Stato e Trenitalia rispettino i patti e i protocolli sottoscritti.

sabato 19 luglio 2008

CONFINDUSTRIA SARDEGNA

TRASPORTO FERROVIARIO MERCI
SARDEGNA-CONTINENTE
PREMESSA
FS Spa prima e Trenitalia poi, da oltre 15 anni hanno manifestato a più riprese l’intenzione di
liberarsi del sistema di trasporto ferroviario delle merci tra la Sardegna e il continente, diminuendo
progressivamente l’offerta di servizio, passata in pochi anni da tre navi traghetto ad una sola
(Garibaldi, sempre più spesso in bacino di carenaggio), e senza certezza di trasporto, rispetto alle
richieste dell’utenza privata.
Quasi nulli nello stesso periodo sono stati gli interventi di manutenzione e di ammodernamento del
servizio, assicurato con enormi problemi e resistenze solo grazie all’intervento annuale del Governo,
che riconosceva a Trenitalia un contributo di circa 20 milioni di euro.
Nell’ultima finanziaria non sono stati ribaditi i contributi annuali e ora Trenitalia, dopo le note
vicissitudini, intende interrompere drasticamente il collegamento a far data dalla fine di questo mese
di giugno.
La continuità del servizio di traghettamento ferroviario risulta assolutamente irrinunciabile per la
sopravvivenza della Keller Elettromeccanica di Villacidro e per il sistema dell’indotto, attività che
hanno grandi potenzialità di sviluppo industriale, tecnologico e di mercato internazionale.
D’altra parte, il sistema economico-produttivo della Sardegna continua a richiedere con forza il
mantenimento di questa modalità di trasporto, che può assicurare tariffe più competitive rispetto a
quelle tradizionali su gomma, in particolare per i comparti chimico-estrattivo.
La stessa amministrazione regionale ha interesse primario nel mantenimento di questa modalità di
trasporto, per far fronte al sempre più pesante e pericoloso intasamento del traffico stradale
tradizionale.
LA PROPOSTA
- Richiedere l’immediata moratoria della scadenza di fine giugno, spostandola quanto meno di 10-
12 mesi, con possibili adeguati interventi del Governo.
- Confermare il diritto della Sardegna, al pari delle altre regioni d’Europa ed a prescindere dalle
condizioni d’insularità, peraltro tutelata dal Trattato, ad appartenere alla rete ferroviaria nazionale e
transnazionale.
- Definire un piano industriale e di servizi, d’intesa con le parti economiche e sociali più direttamente
interessate, per favorire il passaggio graduale delle competenze e della gestione dell’intero parco
ferroviario merci Trenitalia alla Regione Sardegna, studiando nel contempo le più opportune

soluzioni societarie e di governance (senza escludere il diretto interessamento finanziario e
gestionale delle maggiori industrie private utilizzatrici).
- Deliberare le normative di sostegno (già autorizzate dalla UE in territori similari) al settore
dell’autotrasporto privato, incentivando il passaggio dei carichi pesanti dalla gomma alla ferrovia,
con il sistema combinato Cemat o con pianali ferroviari (eventualmente ribassati per assicurare il
servizio di traghettamento). Le risorse andranno reperite nell’ambito della trattativa Stato-Regione-FS.
- Ridurre i costi della tratta marittima in forza della continuità territoriale delle merci. Tale ipotesi è
maggiormente percorribile rispetto ad una incentivazione della tratta ferroviaria terrestre in quanto
quest’ultima è soggetta a maggiori restrizioni derivanti dalle normative comunitarie per gli aiuti di
Stato nel settore trasporti.
- Predisporre un bando di gara internazionale, per individuare il o i vettori marittimi che possono
farsi carico della gestione dei collegamenti tra l’isola e il continente in modalità RO-RO, secondo
rotte prestabilite, in ordine alla disponibilità di strutture di movimentazione, alle percorrenze e alla
vicinanza ai mercati nazionali ed europei.
- Individuare il numero minimo e le localizzazioni dei centri movimento merci nei punti cardine del territorio regionale, necessari per completare la rete di scambio prioritaria, in ordine alle zone di provenienza delle merci da indirizzare al trasporto ferroviario.
RISULTATI
La realizzazione, nel breve-medio periodo, delle proposte su esposte, andrebbe incontro alle
necessità di tutti gli attori coinvolti:
- La Regione (impegnandosi nella realizzazione di un progetto non contingente ma strategico) ottiene
nell’immediato il mantenimento dell’attuale status quo, in attesa delle risoluzioni politico-societarieinfrastrutturali
più generali, senza creare ulteriori scompensi alla già precaria condizione finanziaria
delle aziende industriali sarde.
- Trenitalia si libera progressivamente di una modalità di trasporto in Sardegna, da tempo fuori dalle
sue politiche industriali.
- Il sistema produttivo sardo, oltre a mantenere le attuali opportunità di trasporto delle merci via
ferrovia, potrà programmare le sue politiche economico-finanziarie senza dover far fronte a continue
precarietà e incertezze. Attualmente alcuni siti produttivi dei settori minerario estrattivo e chimico (
Es: Equipolymers e Maffei Sarda nella Sardegna Centrale o le aziende del polo di Portovesme o di
Porto Torres ) potrebbero aumentare sensibilmente la produzione o migliorare la propria logistica,
oggi limitate dalla mancanza di adeguate linee di trasporto ferroviario.
- Le aziende dell’autotrasporto su gomma che trasferiranno dalla strada alla ferrovia le proprie unità
di carico verrebbero incentivate con interessanti contributi pubblici, contribuendo inoltre ad
alleggerire il peso del traffico stradale e il conseguente maggior inquinamento ambientale (vedi
esperienze già realizzate a Bolzano, Gran Bretagna, Danubio e Austria).
- Le industrie di costruzione e manutenzione di carri ferroviari (Keller di Villacidro e Convesa di
Chilivani), potrebbero contare sulla garanzia di una soluzione strutturale che consenta di
programmare nel prossimo decennio le attività di sviluppo e crescita per nuove opportunità di
ricerca e innovazione da riproporre nel mercato ferroviario internazionale, oltre che vedere
confermate ed incrementate le commesse ed i lavori di qualità.
- Il sistema edile delle manutenzioni e dell’armamento ferroviario potrebbe contare su nuovi
importanti appalti, relativi alle manutenzioni e alla costruzione della rete di intermodalità in tutta la
regione.
- Lo Stato (con la Regione e la UE per la loro parte) parteciperebbe alla soluzione di un problema
strategico, investendo risorse non per far fronte ai buchi di bilancio di Trenitalia in Sardegna ma per
la realizzazione di un definitivo sistema di trasporto, innovativo, più competitivo e di notevole
impatto ambientale.
AVVERTENZE
In queste fasi è fondamentale il ruolo della Regione, sostenuto dalle componenti economiche e
sociali e adeguatamente supportato dai parlamentari nazionali.
Le risorse finanziarie potrebbero derivare, oltre che dal ripristino del citato contributo annuale (da
mantenere nella fase di start-up per almeno 3-5 anni), anche dalle risorse delle Autostrade del mare,
che sinora hanno escluso la nostra isola. Si interviene infatti non solo sulla sostenibilità ambientale
dell’isola, ma anche su quella del continente, limitando i mezzi pesanti sulla dorsale tirrenica da
Civitavecchia alla Liguria.