IL POLO MERCI ANDRA' A PORTO TORRES
Sarà Porto Torres e non Olbia la porta d’ingresso e di uscita delle merci che viaggiano su rotaia. Con un finanziamento di 25 milioni di euro, che riguarda anche altre tratte del sistema di mobilità su rotaia della Sardegna, la Regione si sta preparando a trasferire l’hub delle merci ferroviarie da Golfo Aranci a Porto Torres, anche dopo l’intenzione manifestata dalle Ferrovie dello Stato di effettuare il trasporto dei carri merci solo su richiesta. Lo ha annunciato, ieri mattina, l’assessore regionale dei Trasporti Sandro Broccia in un incontro che serviva a illustrare i nuovi fondi per migliorare la mobilità delle persone e delle merci su strade e ferrovie. Complessivamente sono stati finanziati, attraverso il Por del Fondo Europeo di Sviluppo regionale (Fesr), circa 180 milioni di euro che sono stati inseriti in una delibera approvata dalla Giunta venerdì scorso. Oltre al raccordo ferroviario tra la stazione di Porto Torres e il porto industriale, con gli stessi 25 milioni di euro saranno abbattuti i tempi di percorrenza dei treni tra Cagliari e Carbonia-Iglesias e San Gavino e Sassari- Olbia, mentre con ulteriori 30,2 milioni saranno realizzati diversi centri intermodali. Inoltre è in corso il bando da 57 milioni di euro per l’acquisto dei treni “pendolanti” diesel che dovranno percorrere la tratta Cagliari- Sassari-Olbia in tempi più accettabili rispetto a quelli attuali. La nuova strategia della Regione in materia di trasporti non è stata particolarmente apprezzata a Olbia. Intanto perché sono state disattese le aspettative di quanti speravano che all’arretramento della stazione ferroviaria - e alla conseguente cancellazione dei passaggio a livello in città - seguisse la realizzazione della circonvallazione ferroviaria esterna da collegare con il porto industriale già esistente e con la nascita di un centro intermodale a Cocciani. «La scelta di Porto Torres - dice il geometra Andrea Demuru, che per anni si è occupato dell’argomento - è antieconomica e antistorica. Il porti più vicini alla penisola sono Olbia e Golfo Aranci, da dove transita tuttora la gran parte delle merci dirette nella nostra Isola o verso l’Italia. Non dimentichiamo la questione ambientale e l’inquinamento che ne seguirà. Per non parlare dei costi aggiuntivi per il trasferimento delle merci che avranno degli effetti devastanti su import ed export». Secondo Demuru, una delle altre ragioni di questo improvviso cambio di rotta nella politica regionale sarebbe legata al disimpegno delle Ferrovie in Sardegna. «Finiranno per raccontarci - spiega - che Porto Torres non è conveniente e quindi è da chiudere, così come hanno fatto per Golfo Aranci senza che nessuno, soprattutto le amministrazioni comunali galluresi, abbia mai opposto alcuna obiezione ».
Calma e gesso
6 anni fa